venerdì 10 aprile 2009

A proposito di integrazione....


Ciao a tutti oggi vorrei commentare un fatto molto strano che mi è capitato oggi a proposito di integrazione. Questo pomeriggio è venuto a trovarmi un mio compagno di università tunisino, un bravissimo ragazzo,già laureato in Tunisia, musulmano ma, non troppo, un po' come i cristiani che mangiano maiale in quaresima(visto che siamo in tema) lui invece mangia di giorno durante il Ramadan ( رمضان, ramadān) che significa "mese caldo", quest'ultimo è un periodo di trenta giorni, durante il nono mese dell'anno, secondo il calendario mussulmano nel quale si pratica digiuno nelle ore diurne. Il Ramadan, per la rigorosa osservanza del digiuno diurno ostacola il lavoro ed è per questo che il mio compagno mangia perchè deve lavorare come tutti i cristiani(è una battuta ironica per chi non ci arriva)anche se per Lui costituisce comunque un periodo eccezionale dell'anno: la sua sacralità è fondata sulla tradizione già fissata nel Corano, secondo cui in questo mese Maometto avrebbe ricevuto una rivelazione. In origine, il mese di Ramadan era, come il suo nome stesso (il 'torrido') mostra, un mese estivo; ma successivamente Maometto stesso adottò un calendario puramente lunare di dodici mesi che, perciò, cambia posizione anno per anno.
Bene, adesso che vi ho spiegato come si può essere simili in molti comportamenti e vi ho spiegato certe cose molto importanti/interessanti riguardo due culture molto differenti, passo al punto saliente, cioè quello che mi è capitato.
Intanto mia nonna che ha risposto al citofono gli ha dato del marocchino, uno non è una parolaccia marocchino, due non lo è neanche ma, in fondo lei è anziana, quindi si capisce la sua difficoltà ad accettare certe cose, ma la cosa che mi ha colpito è stata un'altra, continuo nel mio racconto...
Io e il mio amico ci andiamo a prendere un gelato in compagnia e mentre ssiamo li a parlare passa il prete del mio paese tira giù il finestrino dell'auto dicendo:-"invece che aiutare solo i marocchini,che ce ne sono di buoni ma anche tanti di cattivi pensa ad aiutare anche gli italiani". Io ve lo giuro sono rimasto a bocca aperta, la prima cosa che ho fatto è stato dire al mio amico che mi dispiaceva ma, lui giustamente ha detto che il prete poteva dire quello che voleva tanto non lo conosceva.
Io lo ho(il mio compagno) apprezzato molto dopo che mi ha risposto così, non voglio dare la colpa ne alla Chiesa, come farebbero in molti ne al fatto che io ho fatto molto volontariato per gli stranieri ma, anche molto per gli italiani e ne parleremo in seguito di quest'argomento. A me è davvero dispiaciuto l'accaduto, volete commentarlo anche voi? a me farebbe piacere... un saluto

1 commento:

  1. Le migrazioni sono protagoniste della nostra era. Immensi e fertili territori perdono demografia, mentre bande di violenti imperversano depredando chi rimane. Quale risorsa collettiva può nelle migrazioni? Quale per i singoli? Il "lavoro minorile" e i “bambini soldato” sono fenomeni indotti dall’abbandono territoriale degli adulti. Perché la filantropia occidentale tollera la fuga dalle responsabilità civili, quando avvengono tra i “poveri”? Perché "amare il nemico" si rivela il fallimento più eclatante del cristianesimo? I progetti economici possono riuscire dove le demografie sono costantemente instabili? Interrogativi che cercano risposte in un pianeta dove le negligenze umane guadagnano ineluttabilmente la punizione.
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